Di fronte al contestatissimo bando nazionale per le Guide Turistiche, il Governo ha dimostrato tutta la sua incapacità gestionale.

Dopo le forti criticità emerse nella precedente selezione, con appena 230 idonei su oltre 12.000 candidati presenti, ci si sarebbe aspettati maggiore attenzione e programmazione. Invece, il programma d’esame è stato pubblicato il 20 maggio e la prova scritta fissata al 5 giugno: appena 15 giorni per prepararsi. Nessun tavolo di confronto pubblico, nessuna reale tutela per le donne in gravidanza o in fase di allattamento e migliaia di professionisti, tra archeologi, ricercatori e storici dell’arte, lasciati soli a pagare il prezzo di ritardi e inefficienze amministrative.


Chi governa dovrebbe valorizzare il turismo e le competenze, non penalizzarle. Così non si combatte l’abusivismo e non si costruisce un sistema più giusto e qualificato.