Domenica 27 settembre, i torinesi che credono nel futuro si ritroveranno in Piazza Palazzo di Città per rinnovare il loro Sì alla Tav insieme al No alla violenza. Azione sarà presente e, oltre a me e al gruppo locale, ci sarà anche Carlo Calenda.


La Tav rappresenta l’ultima occasione per Torino, il Piemonte e l’Italia di consolidare il legame con l’Europa, superando la retorica per tradurre in azioni concrete la convinzione europeista. L’opera verrà realizzata e alla fine si comprenderà quanto siano stati inutili anni di scontri contro la Tav, sebbene spesso essa sia stata solo il pretesto per una violenza di altro tipo.  

La manifestazione di domenica prossima si configura come un esame di maturità per la politica. L’invito a partecipare rivolto al sindaco Stefano Lo Russo e al Pd non è una provocazione alla maggioranza, ma un richiamo a ribadire l’autonomia delle scelte rispetto ai condizionamenti, se non ai veri e propri ricatti delle forze estremiste.  

Un aspetto rilevante riguarda le compensazioni ai Comuni coinvolti nel progetto Tav. Il governo deve assumersi le proprie responsabilità e superare ritardi e inadempienze, poiché le compensazioni hanno anche un valore morale di risarcimento per le popolazioni che hanno affrontato e affrontano ancora i disagi legati all’opera.