Mi appello al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, perché non lasci strozzare dai colossi industriali stranieri i profitti realizzati dalle eccellenze alimentari presenti in Piemonte, dove sono fonte di reddito e di qualità, come la produzione delle nocciole che sono già IGP. La multinazionale svizzera Lindt & Sprüngli, proprietaria della maison piemontese Caffarel, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per bloccare l'iter per il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta del Gianduiotto di Torino, avviato lo scorso marzo con decreto del Ministero dell'Agricoltura. Il ministro Lollobrigida tuteli il made in Italy senza aspettare la pronuncia del Tar e intervenga per fermare questo sopruso inaccettabile che colpisce il gianduiotto di Torino, una delle eccellenze autentiche del nostro made in Italy che è un patrimonio storico e culturale del Piemonte.


Ci auguriamo che, in attesa della pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato, ci sia la consapevolezza di quanto il gianduiotto sia un progetto inclusivo, in grado di coinvolgere quattro università, il laboratorio della Camera di Commercio, gli operatori del settore, gli agricoltori, quindi i posti di lavoro e l’ambiente. Con il ricorso di Caffarel, tutto rischia di essere messo in discussione. Il gianduiotto è simbolo del made in Italy, genera occupazione e una forte domanda dall’estero. Per questo motivo chiedo al ministro Lollobrigida un impegno preciso per tutelare la storia, la qualità delle produzioni e le imprese coinvolte.


Lo dice Daniela Ruffino, deputata e segretaria regionale di Azione in Piemonte, nell'Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sul Ddl agricoltura.