Il “carrello della spesa”, cioè il “core” dell’inflazione, ha registrato un +2,7% ad aprile rispetto all’anno precedente. È tanta roba, considerando che non si sono ancora scaricati fino in fondo gli effetti di Hormuz. Il governo avrebbe di che lavorare, per esempio immaginando misure strutturali e non soltanto contingenti per contenere in modo permanente i costi energetici. Nessuno sa per quanto tempo ancora l’economia mondiale sarà costretta a patire la chiusura di Hormuz e dunque le ricadute sui rispettivi Paesi. Appare singolare che chiamato a fronteggiare condizioni simili, un governo trovi il tempo di occuparsi della legge elettorale. È tutto poco serio.