Giorgia Meloni ha scelto il tasto della propaganda, quello a lei più congeniale, per intervenire nel modo più sbagliato per gli interessi dell’Italia ma forse il più redditizio per gli interessi elettorali di Meloni stessa. Dal momento che nessuno degli immigrati giunti a nuoto nell’exclave di Ceuta ha poi deciso di attraversare, sempre a nuoto, il Mediterraneo per dirigersi sulle coste italiane, ecco che aver deciso di sospendere il Patto di Schengen si è rivelato per quello che è: una maldestra mossa elettorale, resa ridicola dalla distanza geografica fra la scena degli eventi e l’Italia.
Sul piano politico la decisione ha aperto un ovvio contenzioso con la Spagna, reso incandescente dal diverso colore politico dei governi, ma ha aperto una ferita nella solidarietà europea di cui altre volte ha beneficiato l’Italia. La carta geografica dice che l’Italia è il Paese più immediatamente esposto nel caso di nuove ondate migratorie e quello più di altri interessato a ottenere la solidarietà concreta e operativa dell’Unione europea. Se mai dovesse presentarsi una circostanza simile sarebbe imbarazzante, per questo o un altro governo, invocare l’aiuto dell’Europa. Mentre quel centro di accoglienza in Albania continua a essere una voragine nei conti pubblici. Una voragine senza costrutto.




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