Il gianduiotto di Torino Igp rappresenta una delle eccellenze autentiche del nostro made in Italy ed è un patrimonio storico e culturale del Piemonte.
La multinazionale svizzera Lindt & Sprüngli, proprietaria della maison piemontese Caffarel, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio per bloccare l'iter per il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta del Gianduiotto di Torino, avviato lo scorso marzo con decreto del Ministero dell'Agricoltura. Al ministro delle Imprese e del made in Italy Urso ho chiesto quali iniziative il governo intenda assumere per sostenere il riconoscimento del Gianduiotto di Torino Igp e garantire la tutela di un prodotto che è un’espressione prestigiosa della tradizione dolciaria italiana.
Urso ha annunciato un nuovo regolamento che consente la registrazione e la tutela delle indicazioni geografiche artigianali e industriali, oltre al supporto del deposito di 19 domande di riconoscimento di Igp artigianali e industriali. Di questo siamo lieti e ci auguriamo che, in attesa della pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato, ci sia la consapevolezza di quanto il Gianduiotto sia un progetto inclusivo, in grado di coinvolgere quattro università, il laboratorio della Camera di Commercio, gli operatori del settore, gli agricoltori, quindi i posti di lavoro e l’ambiente. Con il ricorso di Caffarel, tutto rischia di essere messo in discussione. Il gianduiotto è simbolo del made in Italy, genera occupazione e una forte domanda dall’estero. Per questo motivo chiedo al ministro un impegno preciso per tutelare la storia, la qualità delle produzioni e le imprese che rispettano le regole.




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