I cyber-attacchi alla catena del freezer di grandi supermercati in diversi Paesi dell’Unione europea avrebbe dovuto sollecitare reazioni immediate da parte dei governi e una consultazione fra di essi per accertare l’origine (e non ci vuole molta fantasia) e le misure di sicurezza rispetto a un’aggressione quotidiana destinata a crescere. Dalla politica italiana arriva un rumoroso silenzio. Posso capire i putiniani di casa, dico di Vannacci, Salvini e Conte, ma colpisce il silenzio del governo e delle opposizioni su un fatto di assoluta gravità, un vero e proprio atto di guerra. I danni provocati sono stimati in diverse decine o forse centinaia di milioni di euro, con tonnellate di derrate alimentari mandate al macero. Chi ancora nutrisse dubbi sull’urgenza di fronteggiare una situazione, destinata a peggiorare, con nuovi investimenti nella cyber-security e più in generale nella difesa forse non ha ben chiaro il livello di allarme in cui si trovano oggi le democrazie europee.