Le periferie non possono più essere considerate un tema marginale. Rappresentano una delle principali sfide per il futuro delle nostre città e richiedono una visione ampia, capace di unire sicurezza, riqualificazione urbana, servizi e inclusione sociale.
La missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie a Bruxelles ha confermato quanto sia importante affrontare questa questione anche a livello europeo. Ho avuto la sensazione che proprio da Bruxelles possa partire un percorso nuovo, con l’Unione europea chiamata a definire direttive chiare e un quadro di riferimento comune per sostenere gli Stati membri.
Una direttiva europea forte su questo tema potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per accompagnare gli interventi nazionali e dare nuovo impulso alle politiche di rigenerazione urbana.
Allo stesso tempo, l’Italia deve fare la propria parte. Abbiamo perso troppo tempo e non possiamo permetterci di rimandare ancora. Per questo ritengo indispensabile avviare un vero progetto nazionale dedicato alle periferie, capace di coordinare gli interventi e di mettere a disposizione le risorse necessarie.
La sensazione di abbandono che si percepisce in molti quartieri è reale e non può essere ignorata. Proprio per questo è fondamentale passare dalle analisi ai fatti.
La Commissione parlamentare ha svolto un lavoro approfondito, ascoltando amministratori, esperti e realtà del territorio. Ora è il momento di trasformare quel patrimonio di proposte in azioni concrete.
Rigenerare le periferie significa investire nella sicurezza, nella qualità della vita e nelle opportunità per i cittadini. È una sfida che riguarda il futuro delle nostre comunità e che deve diventare una priorità dell’agenda politica nazionale ed europea.




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